Gallinella&basmati in agrodolce

Un’altra mia passione è sicuramente la cucina. Ok non me la voglio tirare. Fino a tempi non sospetti non sapevo neanche fare un uovo al tegamino e gli unici strumenti che utilizzavo per cucinare erano un paio di forbici per aprire una busta di “Quattro salti in padella” (prima che qualcuno pensi che si tratti di una marchetta, ci tengo a precisare che li trovo tristissimi… ora pensate che la Findus possa farmi causa?) e appunto una padella.

Poi ho messo su casa. Piano a induzione superfigo e soprattutto sacrosanta lavastoviglie e piano piano ho iniziato a dare libero sfogo a una creatività culinaria da troppo tempo sopita (Culi…che?!!? direbbe Madve di Jean-Claude).

madre

Pertanto mi sono detto…provaci, corri il rischio, butta dentro in questo blog in cui parli di un po’ di tutto e di nulla con uguale chiccheria anche qualche ricettina. E così, con questa mia prima recipe, si inaugura un nuovo filone del blog: quello appunto del food. Si poteva chiamarlo “di cucina”, storceranno il naso i puristi filo-accademicidellacrusca, ma in inglese, si sa, fa più cool.

Voglio dire, se gente come Chiara Maci (una delle mie guru, seconda solo alla sua collega di tavolata Fiammetta Stronca-Dolce&Gabbana Fadda) ha fatto soldi facendo la food-blogger (e non certo la blogger-di-cucina o peggio la blogger-specializzata-in-roba-da-mangiare) ci sarà pure un motivo, no?…

chiara   fiammetta

Per rimanere in tema mangereccio, non è sempre farina del mio sacco. Alcune ricettine sono mie modeste invenzioni, altre sono rivisitazioni di ricette più o meno classiche, altre volte si tratta di “creazioni” scopiazzate senza grande fantasia, che so, da Sonia-Santasubito-Peronaci (per i neofiti della materia, quella di http://www.giallozafferano.it/ per capirci) , più di rado mi faccio tentare dai salvacena della Benedetta Parodi nazionale (ma senza il suo fiatone e personalmente senza il cambio della décolleté tacco-12 con la ballerina raso terra). Di rado perchè per me cucinare, per quanto divertente, è già sufficientemente fonte di ansia-da-prestazione, e temo più una cilecca a tavola che a letto (soprattutto quando mi addentro nella giungla dell’alta pasticceria…ma anche di quella elementare, a dire la verità) che non ho bisogno dell’ulteriore pressing degli “8-minuti-al-tiggì”.

sonia

Nelle mie ricette, lo premetto, gli ingredienti sono dati a occhio e le dosi molto aleatorie, ma da buon esteta e da buongustaio la cura della mise-en-place è maniacale, vero cesello dell’impattamento, così come la scelta delle materie prime sempre abbastanza accurata che manco Carlo Cracco quando nasa anche il peggiore intruglio dei suoi aspiranti Masterchef. L’attenzione alla forma mi ha portato a collezionare una quantità industriale di menate da panico per la maggior parte delle persone (me compreso) destinate a rimanere quasi inutilizzate, tra regali ogni volta che ho messo su casa e soprattutto acquisti azzardati nati sull’onda (anomala) dell’emozione e dell’ispirazione culinaria del momento: ring, coppapasta a forma di stella-cuore-picche-fiori-animali-veliero, pietra ollare, castello di bambù per cottura a vapore, stampo da budino extralarge a forma di castello della Bella Addormentata a grandezza naturale…

Passando all’utilizzo di uno di questi utensili, vi vado a illustrare la creazione che ho imbandito questa sera a mia mamma (insieme ai miei amici-di-bocca-buona, lei è  una delle mie cavie). Un piatto unico di pesce facile e veloce e di un certo effetto scenico. parodi

Ingredienti (per due persone):

  • gallinella di mare (2 filetti);
  • riso basmati (2 bicchieri);
  • farina (4-5 cucchiai);
  • una cipolla bianca;
  • una cipollina tritata;
  • miele di castagno (2-3 cucchiai);
  • salsa di soia;
  • uno spicchio d’aglio;
  • olio;
  • glassa di aceto balsamico;
  • pepe rosa;
  • sale qp (ho sempre sognato di scrivere “sale qp”).

Per prima cosa mettete a bollire in abbondante acqua salata il riso (non vi sono stato a fare e soprattutto a mettere le foto di ogni passaggio, se avete bisogno del supporto visivo step-by-step vi conviene rispolverare le dispense di Suor Germana).

Nel frattempo tagliate la cipolla a rondelle e fatela caramellare in una padellina antiaderente con un filo d’olio, il miele, un filo di salsa di soia (che serve a stemperare il dolce) e uno spicchio d’aglio schiacciato. Quando sarà ben dorata, scolatela dalla caramellatura in eccesso e tenetela da parte.

Infarinate le vostre gallinelle e poi passatele in padella con dell’olio bollente, in cui avrete fatto imbiondire il trito di cipollina, per una frittura leggera.

Quando tutto sarà pronto passate alla parte che preferisco: la costruzione del piatto. Scolate il riso e riempite due cocottine di uguali dimensioni che poi “scaravolterete” (come direbbe Antonellina-Tiseilavatalemanitesoro-Clerici) sul piatto da portata, magari aiutandovi con un coltellino dalla lama molto sottile che infilerete tra il riso e la parete interna del contenitore. Fate attenzione a pressare molto bene il riso all’interno della cocottina: l’effetto volutamente “spugnoso” del riso basmati è ottimo per realizzare tortini di riso o aspic (se volete dare una forma meno piramidale, ma usare uno strumento più facile, potete riempire un coppapasta tondo dai bordi abbastanza alti per creare il vostro mini-tortino).

IMG_20131006_145243

Adagiate la gallinella sopra il riso (se sborda un po’, meglio) e a seguire una “nube” di cipolle caramellate. Terminate guarnendo con un topping di glassa all’aceto balsamico.

Et voilà…

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