Una camera a Chelsea

Ho appena finito di leggere questo libercolo senza troppe pretese e devo dire che non ne sono rimasto entusiasta. Tutto sommato fluttua nel limbo della mediocrità, del “senza infami e senza lodi”.

L’oscuro autore Michael Nelson pare sia stato nell’ombra per molto tempo e il libro è stato pubblicato anonimo nel 1958 a causa delle possibili ritorsioni che potevano derivare da un romanzo così scandaloso (per i tempi) e dall’argomento tanto pruriginoso come i vizi e le “perversioni” dell’upper-class omosessuale made in UK.

Trama esilissima. Storia di un dandy aristocratico che, nella fumosa e roboante Londra degli anni ’50, combatte la noia cercando di conquistare con ogni mezzo e ad ogni prezzo un anonimo giornalista squattrinato, abbagliandolo con il suo stile di vita assiro e il fascino del lusso, e trascinandolo nel gorgo del bel mondo, dai ristoranti più alla moda ai club più eleganti, tra redazioni giornalistiche e vernissage d’arte contemporanea . Fa da corollario ai due protagonisti tutta una serie di personaggi desolanti, il cui approfondimento psicologico permane impietosamente sull’evidenza della loro assoluta mancanza di spessore morale e culturale; ibridi tutto sommato interessanti di annoiati narcisi post-wildiani innestati su figurine borghesi in perfetto stile-Jane Austen, declinate in chiave più o meno larvatamente gay (il bellimbusto arrivista, l’artista talentuoso ma senza un soldo, il parvenu velleitario straricco ma privo di talento, l’assistente-tuttofare-gattamorta-figadilegno, il direttore di giornale scandal monger senza scrupoli).

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Cinico pamphlet sulla decadenza dell’alta società, il romanzo è stato definito allo stesso tempo sia un irriverente “gay-novel” , sia dannatamente omofobo per la visione tutt’altro che edulcorata che viene data di personaggi dichiaratamente omosessuali, tragicomiche macchiette avvinghiate al più sfrenato amore per l’ostentazione e ad un incrollabile e quasi infantile bisogno di soddisfare i propri capricci.

A dispetto delle entusiastiche recensioni del Guardian e del Time citate sul risvolto di copertina, sinceramente me l’aspettavo più comico. E più lucido. E più corrosivo… 

Si legge tutto d’un fiato per quella sua leggerezza che sfiora la più vaporosa inconsistenza.

Consiglio: sorbire in accompagnamento a un buon cocktail Martini 

 

Una camera  Chelsea

di Michael Nelson

(a cura di Riccardo Reim)

Castelvecchi editore

190 pagg., 16,50 euro (troppi!)

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