Philomena

Ho visto questo film ieri pomeriggio, all’Eliseo di Milano. Bello. Poco da dire. Drammatico ma senza mai virare verso il polpettone strappalacrime.

Storia (toccante) di un’anziana signora irlandese tutta romanzetti rosa e rosario alla mano che, dopo cinquant’anni, rivela il terribile segreto della maternità avuta poco più che ragazzina, che le costa l’essere rinchiusa, insieme al figlio del proprio peccato, in un convento di suore accecate dal classico fervore religioso prossimo al fanatismo più aberrante. Qui viene trattata come una serva, insieme ad altre ragazze madri, per espiare la sua colpa, finchè il bambino non le viene portato via, venduto a una ricca famiglia adottiva americana.

philomena-poster-italiano-e-foto-di-scena-frears-dench-2_news

Alter ego di Philomena è Martin Sixsmith, giornalista radical chic recentemente silurato dall’establishment di Tony Blair, che trovandosi disoccupato raccoglie, inizialmente con riluttanza, la testimonianza della donna decisa a ritrovare il figlio perduto, fino a subire il fascino prima della storia da tabloid nazioalpopolare destinata a ridare lustro alla sua carriera, poi quello ben più scardinante dell’incrollabile fede e della grandezza umana di quella madre coraggiosa, di quella donna semplice e ingenua, incapace tanto di desistere nella sua ricerca apparentamente senza speranza, quanto di odiare le religiose che per tutta la vita, ammantate nel loro velo di ipocrisie e sadica devozione, si sono adoperate per rendere impossibile l’agognata ricongiunzione.

Con una storia (vera) del genere (raccolta in un libro nel 2012 dal vero Martin Sixsmith) il rischio di scadere nel didascalico, nel più bieco pietismo era dietro l’angolo. Ma Stephen Frears evita magistralmente il pericolo e ci restituisce una pellicola d’autore, sostenuta dalle ottime prove di Steve Coogan nel ruolo di Martin e soprattutto di Judi Dench, favolosa come sempre.

La ferocia e il senso di rabbia di Magdalen lasciano, infatti, il posto a ben altri sentimenti, a valori scolpiti a tutto tondo ben lontani da banali cliché: la contrapposizione tra la vera fede e il più disincantato scetticismo (senza mai fare un facile tifo nè per l’uno, nè per l’altro); la capacità di creare una grande empatia tra due persone diametralmente opposte, “solo” riuscendo ad abbattere gli ostacoli del pregiudizio; la potenza del perdono e dei legami di sangue; o forse semplicemente l’ineluttabilità di due anime che, senza saperlo, passano un’intera vita a cercarsi.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...