I segreti di Osage County

Si tratta di uno di quei film a cui non potevo proprio sottrarmi. Una visione obbligata. Per un solito motivo. E quel motivo si chiama Meryl e di cognome fa Streep. Unica ragione per critiche tanto entusiastiche?

Still from August: Osage County

Una garanzia come sempre, un marchio di fabbrica inconfondibile, l’asso di briscola per un film che comunque resta un po’ un polpettone familiare che non brilla certo per originalità. Pellicola  a mio avviso deludente, sostenuta quasi solo da Meryl, anche lei un po’ sottotono rispetto a ben altre interpretazioni, anche lei forse un po’ zavorrata dall’insieme a tratti inconsistente. Risibile il doppiaggio bofonchiante che le hanno rifilato per rendere, almeno nella versione italiana, la figura (titanica nella sua cattiveria) della matriarca tirannica malata di cancro, psicologicamente devastante, più affezionata a sigarette e ansiolitici che alla prole tutta al femminile, fuggita a suo tempo il più lontano possibile dalla “casa nella prateria” in cui si covano rancori e disgusto, egoismo e solitudine.

osage

A troneggiare su questo incrocio tra Parenti Serpenti e Piccole Volpi in salsa country, insieme alla diva più versatile di Hollywood, un’altra diva, non altrettanto malleabile: Julia Roberts nel ruolo della figlia maggiore perennemente in guerra con la madre per l’eccesso di “stronzaggine” che, come una tara ereditaria, le accomuna più di quanto amino confessare. Inadatta nella parte di madre-moglie-figlia-scrittrice frustrata-fallita-incazzosa eternamente votata al turpiloquio e alla leadership (autoriconsciuta) dello sfasciato clan familiare.

Film ispirato ad una commedia di Tracy Letts, diretto da John Wells, vuole essere una saga familiare che tiene viva l’attenzione dello spettatore a suon di colpi di scena e rivelazioni, sullo sfondo di un Midwest americano arroventato dalla vampa d’agosto. Ma come detto, oltre alle due protagoniste (tuttavia entrambe in odor di Oscar), c’è davvero il deserto: un deserto da cui stentano ad emergere la zia detestabile, la sorella debole a caccia dell’amore, quella svampita con fidanzato ricco e idiota al seguito, il cugino piagnone, il marito della Roberts (Ewan McGregor) intellettuale perfettino-marito fedifrago particolarmente odioso. Persa la coralità suggerita dalla locandina, in  cui  è ritratta la velenosa tavolata al completo, rimangono i segreti del titolo, ammantati dalla solita melassa fasulla dei legami di sangue.

 

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3 thoughts on “I segreti di Osage County

  1. wwayne ha detto:

    SPOILER WARNING
    Sono d’ accordo, I segreti di Osage County é molto deludente.
    I film a tematica familiare hanno un canovaccio ben preciso: un gruppo di parenti più o meno stretti si riunisce attorno ad un tavolo dopo tanto tempo, si aggiornano sulle rispettive vite e si mettono a rivangare il passato. A quel punto emergono vecchie ruggini e i parenti cominciano a litigare più o meno furiosamente.
    Il bello di questi film, però, é che alla fine tutti si riappacificano. Questi film trasmettono il messaggio che all’ interno di una famiglia possono esserci dei problemi, delle discussioni, dei litigi anche fortissimi, ma alla fine tutti devono abbracciarsi e volersi bene come prima.
    I segreti di Osage County offre litigi in quantità industriale, ma commette un errore imperdonabile: li lascia irrisolti. Alla fine del film i parenti tornano a casa loro più arrabbiati di quando sono partiti. Quale sarebbe il messaggio di questo film? Viva le famiglie sfasciate? Abbasso il perdono? Più si litiga e meglio é?
    Spesso quando si parla di film dannosi si fa riferimento a quelli con troppa violenza e/o nudità. Ebbene, a mio giudizio film come I segreti di Osage County sono i più sottilmente dannosi di tutti, perché demoliscono dei valori fondamentali, e questo é molto più controproducente di un po’ di sangue finto o di una coscia al vento.

    • estetapolignac ha detto:

      Grazie del commento. Tuttavia la mia “delusione” da umile spettatore è più dovuta alle scarse idee e ai limiti che ho trovato in un film che è stato così (a mio avviso ingiustificatamente) incensato dalla critica, e che di fatto si è limitato a un gioco delle parti tra le due protagoniste per dare centralità a Meryl Streep e ridare smalto alla carriera di Julia Roberts. Questo secondo me, ovviamente. Non sono però d’accordo con la mancanza del finale all’insegna del “volemose bbene”. Io personalmente questa mancanza non l’ho sentita. Anzi, direi che le ruggini, i malumori, i litigi rimasti irrisolti oltre ad essere credibili (nonostante l’amaro che possono lasciare in bocca) sono assolutamente in linea con il contenuto e il messaggio generale dell’opera (che è comunque tratta da una pièce teatrale). Il finale a “tarallucci-e-vino” in questi film a tematica familiare, per quanto standardizzati per certi aspetti, non è comunque sempre presente. Anzi che io mi ricordi, quasi mai. Il già citato “Parenti Serpenti”, corrosiva commedia nera all’italiana di Monicelli, si conclude facendo saltare in aria letteralmente i due vecchi genitori la notte di capodanno perchè diventati troppo scomodi per i figli litigiosi ed egoisti, in “Piccole volpi” (del 1941) nella faida tra fratelli alla fine quella che trionfa è la perfida e avida Bette Davis. Finali “dark”, ma io personalmente li preferisco al clichè (obiettivamente fasullo) della famiglia del Mulino Bianco. Il messaggio di Osage County, se proprio abbiamo bisogno di trovarci una morale, potrebbe essere: se ti comporti come la matriarca interpretata da Meryl Streep non aspettarti altro che di ritrovarti sola e ripudiata da tutti i tuoi affetti più cari. Grazie ancora del commento e a presto.

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